Un uovo di Pasqua formato maxi e incartato di giallo viaggia nel pieno del solleone a bordo di una 500. Il suo è – o meglio, dovrebbe essere – un on the road giù per lo Stivale da Torino a Torre del Greco. In realtà dalla città della Mole non si muoverà mai. Sembra un plot al paradosso (a partire dal connubio agosto-cioccolato) quello di “Prima di lunedì”, ultimo lungometraggio di Massimo Cappelli e terzo della sua filmografia, prodotto da Massimiliano Leone e Valentina Di Giuseppe, nelle sale dal 22 settembre. Che poi si dirama, si gonfia di inciampi, sterzate, corse contro il tempo. Tutto, appunto, con l’ansia di chiudere la faccenda prima del lunedì.

È un viaggio che non parte mai, un’Odissea che gira su se stessa, circoscritta nel tempo e nello spazio, in cui si intrecciano tre fili: una donna che trascorre le 24 ore antecedenti al suo matrimonio con l’ex che ha amato tanto ma con cui ha rotto in maniera brusca; un uomo che dopo aver idealizzato un amore via chat finalmente incontra la “lei” lontano dal web; e un trafficante di opere d’arte, fine esteta dall’indole nazionalistica.

È proprio lui, Carlito, col volto furfante e la verve “cattiva” di Vincenzo Salemme, a costringere i due malcapitati Marco e Andrea (interpretati da Fabio Troiano e Andrea Di Maria) a trascinare in giro l’uovo di cioccolato, diversivo per sviare dei contrabbandieri antagonisti dal vero oggetto conteso: un uovo di dinosauro su cui il boss Carlito ha messo le mani. La sfortunata accoppiata si mette in moto casualmente, dopo essere piombata addosso e aver danneggiato ad una delle preziosissime 500 collezionate di Carlito-Salemme.

C’è da dire che, se pure gli intenti erano quelli di dribblare la classica commedia italiana («L’ambientazione piemontese-campana del film – puntualizza il regista –, la continua ricerca di location fuori dagli schemi, la fotografia calda, il montaggio serrato, una colonna sonora con ritmi etnici contribuiscono a creare un prodotto d’intrattenimento che ha l’ambizione di cercare una strada rispetto a quella di solito battuta dalla recente commedia nazionale»), nella realtà dei fatti il film si accomoda senza troppi slanci nel recinto dal quale vuole fuggire.

Nota di merito alle performance dei protagonisti. Su tutti Salemme, perfettamente intonato al ruolo del furfante dal cuore morbido, ma anche le quote rosa finite nella rocambolesca avventura: la Chanel di Sandra Milo, amore virtuale di Andrea, un concentrato di tenerezza, innocenza e malizia, e una Martina Stella “quasi” in bianco nei panni di Penelope (sorella di Andrea ed ex fiamma di Marco), misto di determinazione e fragilità.

«Scrivere la storia del film insieme a Fabio Troiano e Beppe Lo Console è stato divertente – racconta Massimo Cappelli –. Ne è venuta fuori una sceneggiatura lontana dai soliti schemi, che andava solo girata cercando di mantenere intatto spirito e divertimento». E “Prima di lunedì” va preso proprio così: una parentesi di leggerezza, che non vola alto ma non si impantana neppure nella pozzanghera dell’entertainment spicciolo o, peggio ancora, sboccato. Nient’altro che una risata da weekend, prima della piattezza del lunedì.

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Giornalista col talento del dettaglio ed esperta seminatrice di virgole, è capace di non dormire per un refuso che si materializza davanti ai suoi occhi come la macrozinna del film di Woody Allen “Tutto quello che avreste voluto sapere sul sesso ma non avete mai osato chiedere”. Non sappiamo dove ricarichi la sua energia, ma in redazione, mentre gli altri cadono come birilli, lei procede come il coniglietto della Duracell. Se potesse salirebbe su un aereo un weekend sì e pure l’altro; nel frattempo rimedia avventurandosi con la mente in pindarici viaggi con biglietto di sola andata. Adora il cinema introvabile, gli amori impossibili, il sushi e tutto ciò che va sotto la voce di “cocktail”. Ha ceduto al tatuaggio: un mandala è entrato nella sua vita.

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