Simone Gallo, dal 13 ottobre al cinema con “Attesa e cambiamenti”, al telefono è un fiume in piena. Quando ci siamo sentiti la prima volta mi ha detto che aveva tanto da raccontarmi. Onestamente non pensavo così tanto. Lui è simpaticissimo, lo è già il suo accento a metà tra il toscano e il romano (è nato a Cecina, un paesino in provincia di Livorno, ma da anni si è trasferito nella Capitale). Credevo di averlo conosciuto in tv più o meno un anno fa quando nel pazzo commissariato di “F…Atti Unici” su Rai 2 interpretava il poliziotto Cazzaniga, oggi invece scopro con piacere che in realtà lo conosco da anni visto che è lo stesso Simone del duo “Andrea e Simone” di Colorado dal 2010.

La comicità l’ha messa in pratica già tra i banchi di scuola, mettendo su gag che facevano ridere i suoi compagni e lì ha capito che da grande avrebbe fatto l’attore comico e il palco sarebbe stata la sua seconda casa. Studia recitazione prima a Firenze, poi si trasferisce a Roma dove si iscrive alla scuola di Pino e Claudio Insegno. Il suo talento spinge i fratelli Insegno a volerlo in scena nei loro spettacoli. Oggi il loro rapporto è più consolidato che mai, e oltre ai vari progetti hanno fondato insieme la C.T.C., Casa del Teatro e del Cinema…

Simone, avevi ragione, abbiamo tanto da dirci. Cominciamo da “Attesa e cambiamenti”, il film di Sergio Colabona, uscito al cinema il 13 ottobre.
«Il film è molto divertente e fa anche riflettere perché tratta argomenti molto comuni e interessanti quali l’attesa di una donna prima di essere incinta, quella prima della nascita e i cambiamenti che l’attesa stessa porta, nel rapporto con il proprio corpo, nei confronti del partner o dei genitori. Nel film si racconta anche l’attesa e i cambiamenti di una coppia di ragazze omosessuali che prova ad avere un figlio. Il mio personaggio è un omofobo estremo. Non sa nulla dei gay ed esprime opinioni senza senso al riguardo e tra l’altro è l’ex di una delle due ragazze in questione (Roberta Giarrusso). Però, nonostante il suo punto di vista ottuso, è molto divertente. Almeno così mi dice chi ha già visto il film».

Presentazione del film Attesa e cambiamenti

Sergio Colabona ti ha diretto anche in “F…Atti Unici”, la sit-com live di Rai 2, dove hai interpretato il bizzarro poliziotto Cazzaniga… Ci sarà una seconda serie?
«La seconda serie sembra che ci sarà e a quanto pare ci sarà pure Cazzaniga, il mio alter ego sano… Io sono più bizzarro di lui. Sergio Colabona è anche il regista di “Vita, cuore, battito”, il film che vede protagonisti gli Arteteca, nel quale interpreto il direttore di un hotel di Firenze un po’ impaziente alle prese con il linguaggio poco comprensibile di Enzo e Monica e la loro inattitudine alla tecnologia».

Sei nel cast anche del film “Felicissime condoglianze” di Claudio Insegno in uscita nel 2017…
«…e anche questo sarà divertentissimo come tutti i lavori di Claudio, sia quelli teatrali che cinematografici. Non posso anticipare molto perché il film è ancora in fase di montaggio ma posso dirvi che il personaggio che interpreto ha una sorta di doppia identità e anche lui fa molto ridere. Nel cast con me ci sono Andrea Roncato, Sandra Milo, Milena Miconi e il Trio Ardone-Peluso-Massa che ho conosciuto proprio su questo set e devo dire che sono dei grandi professionisti e dei simpaticoni. Mi sembrava di conoscerli da sempre».

Con Claudio Insegno hai fondato e dirigi la C.T.C., Casa del Teatro e del cinema…
«Circa due anni e mezzo fa io e Claudio eravamo in tournèe teatrale con uno spettacolo scritto da lui e quasi per gioco ci siamo detti: “Apriamo una scuola?!”. Da quel momento ho fatto di tutto affinché non restassero solo parole ma diventasse realtà. Allora abbiamo cercato tra amici colleghi chi volesse buttarsi a capofitto con noi in questa avventura e il riscontro è stato molto positivo. Nella nostra “casa”, infatti, abbiamo esponenti illustri del mondo teatrale e cinematografico, come potete vedere sul nostro sito www.casadelteatroedelcinema.it o sulla nostra pagina FB ufficiale “CTC casa del teatro e del cinema”. Ora siamo al secondo anno di attività e siamo veramente contenti di come stiano andando le cose. Stiamo creando dei mostri, credo che sentirete parlare dei nostri ragazzi».

E all’interno della C.T.C., insieme al tuo collega Andrea, dirigi un laboratorio creativo.
«Sì, perché non avremmo potuto insegnare a recitare ai giovani attori, nella scuola c’è già chi lo fa con molta più esperienza e capacità di noi. Così abbiamo pensato che sarebbe stato bello inserire in un’accademia uno spazio dedicato alla creazione, nel quale gli allievi potessero costruire da zero qualcosa da poter poi portare in scena di fronte ad un pubblico. Così è nato anche il lab. Devo dire che i ragazzi sono entusiasti di questa idea e ci mettono tutta l’anima provando ad inventare pezzi di ogni genere, dal comico al drammatico. Alla fine del primo anno abbiamo messo in scena il lavoro fatto durante la stagione con un esito inaspettatamente positivo sul pubblico pagante».

Andrea e Simone

Con Andrea D’Andreagiovanni formate il duo Andrea e Simone, raccontami di questa coppia che si divide tra “Colorado” e il web.
«Colorado è il programma che ci ha fatto conoscere al grande pubblico con lo sketch delle valigie. Lo spazio per noi non è grandissimo, non partecipiamo a tutte le puntate come vorremmo, ma non ci lamentiamo. Sappiamo che oggi avere una continuità televisiva è difficile, molti comici con più esperienza di noi neanche ci sono mai arrivati in tv, quindi ci riteniamo fortunati. Ci dà comunque modo di mostrare al pubblico quello che le nostre menti folli creano in modo da poter deturpare più persone contemporaneamente… Scherzo! Il web è una valida alternativa alla tv e anche al live per far conoscere i propri lavori. Ne abbiamo un po’ sul canale Youtube “Andrea e Simone Calamaro Film”, andateci e fatevi male. Il nostro obiettivo è il cinema, intendo come duo. Nel cassetto c’è una sceneggiatura scritta a quattro mani che aspetta di trovare chi ci creda e la trasformi in un film. In realtà si trova già in un paio di cassetti di produzioni cinematografiche… Chissà…».

Sei una fonte inesauribile!
«Ma sai che sono sorpreso pure io di quante cose riesca a concretizzare?! È una cosa che mi fa stare benissimo mentalmente. E tra un po’ partirò con un altro progetto dal vivo molto interessante. Però il campo in cui vorrei stabilirmi è il cinema, la strada è ancora lunga… Seguitemi, eh!».

E certo, chi ti molla!  Com’è una tua giornata tipo?
«Intorno alle 7/7.30 i pensieri e le idee mi vengono a trovare mentre dormo, mi tolgono il sonno e sono costretto a svegliarmi. Segno qualcosa sulle note dello smartphone e poi mi riaddormento. Mi sveglio nuovamente al suono della sveglia e… Le mie giornate passano tra telefonate, mail, appunti, una capatina a scuola a vedere se fila tutto liscio. A volte giro dei video per il web e per la pagina FB “Secsi” che sta riscuotendo un buon successo (andate a mettere un bel “mi piace”), altre volte mi dedico alla stesura de testi. La sera vado al teatro o al cinema oppure resto a casa a vedere una serie o un film. Nei miei pensieri sempre il mio lavoro».

Vizi e virtù?
«Tra i vizi quello di mangiare dolci a profusione, essere pignolo, arrivare in anticipo sempre e ovunque… Non a letto però! Tra le virtù quella di arrabbiarmi molto raramente, essere comprensibile, saper ascoltare, imparare dagli altri ed essere riconoscente».

Qual è la cosa più imbarazzante che ti sia capitata?
«La dico. Me l’avete chiesto voi e la dico. Quando ero alle elementari un giorno non ebbi l’accortezza di andare in bagno per un bisogno un po’ ingombrante. E allora feci tutto al banco, cambiando notevolmente la combinazione delle molecole nell’aria e indirizzando verso di me l’attenzione dei miei compagni. Me l’avete chiesto voi. Mi vergognai tantissimo. L’ho detta!».

La cosa che invece ti ha reso più felice?
«Aver avuto la possibilità di studiare recitazione. Questa possibilità me l’hanno data i miei genitori sostenendomi quando non ci riuscivo da solo e assecondandomi pur sapendo che non sarebbe stato facile. Infatti non lo è stato affatto».

La tua citazione preferita?
«Non esistono problemi, ci sono soltanto soluzioni! (Andrè Gide)».

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Ribattezzata da un vecchio amico Vanna Mò si definisce un'adorabile rompicoglioni anche se crede di essere più adorabile che rompicoglioni. Amante del calcio e laziale patologica, il suo grande amore è stato il pappagallino Olimpia, bianco celeste che ripeteva tutto tranne "forza Lazio". Chiacchierona e lunatica, ha le pubbliche relazioni nel dna. Socievole e social, è un segugio del web. Nonostante il curriculum sentimentale horror sogna il grande amore delle commedie rosa che colleziona e attende l’arrivo del suo Mr. Big come in “Sex and the City”. Convinta di essere una ragazzina (guai a chiamarla “signora”!), “frettella” per non dire ansiosa, maniaca della puntualità e della programmazione, il suo motto è “nella vita ho scelto il buon umore!”.

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