Who? Fratelli di Crozza.
What? Satira.
When? Venerdì sera.
Where? Canale Nove.
Why? Per Soldi.

Maurizio Crozza ha debuttato a marzo con il programma Fratelli di Crozza ammettendo in prima battuta di essere approdato sul canale Nove per Soldi, per Marinella Soldi, amministratore delegato dell’emittente. Battuta intelligente che ha sedato le polemiche con una risata che nasconde la verità. In pieno stile Crozza.

Nella prima puntata è stato messo da parte il musical in favore di un assaggio delle nuove parodie e dei monologhi satirici. Satira, un termine ambiguo di cui non tutti hanno ben chiaro il significato, viene dal latino satura, originariamente era il piatto ricco dei romani, un pasticcio di carne misto in cui era possibile trovare di tutto. Anche nel nuovo programma di Maurizio Crozza è possibile trovare una vasta scelta di mostri del panorama mediatico italiano: dall’onesto Belpietro all’attivo Mannoni.

Tra le novità, accanto a un Emiliano bipolare in congresso, sono state numerose e pungenti le stilettate all’informazione nostrana. Ne sa qualcosa Andrea Scanzi, popolare giornalista del Fatto Quotidiano, membro dell’ordine degli opinionisti tv, definito con parole forti durante uno dei monologhi più duri di Crozza. Già qualche settimana fa Scanzi aveva incassato con maturità la stroncatura di Michela Murgia al suo ultimo, evidentemente non brillantissimo, romanzo. L’accusa di aver usato un linguaggio post-adolescenziale ha convinto il giornalista a inviare una lettera aperta alla Murgia tramite il sito di Dagospia, in cui definisce la scrittrice, tra le altre cose, “voluminosa”, mettendo anche fine alle polemiche sul suo, un tempo presunto, maschilismo. Reagirà alle prese in giro di Crozza con la stessa elegante maturità usata con la Murgia?

A chi dice «Belin che sberle!» come Grillo nell’episodio di Giunte da incubo viene spontaneo rispondere «E sono ancora poche». I ceffoni volati durante il divertente incontro tra le parodie di Grillo e Cannavacciuolo sono sicuramente destinati ad aumentare, perché è difficile immaginare un Grillo che durante il suo tour tratta di temi d’attualità e di politica, non rispondere agli schiaffi, anzi ai paccheri, del Cannavacciuolo-Crozza. «Questo paese è pieno di incubi» dice Crozza dopo aver annunciato la prossima missione del suo Cannavacciuolo: ricostruire il Partito Democratico all’indomani della scissione in Partiti da incubo.

5 stelle, Partito democratico; Crozza ne ha per tutti. Solo un personaggio resta quasi un fantasma all’ombra della bufera politica dell’Italia: Berlusconi, colui che un tempo era il re Mida della televisione e della politica italiana, costretto a ricorrere a editti bulgari ed esili verso satiri troppo veementi, ha subito la metamorfosi in aggettivo di contorno: unfit, incapace. Di lui resta un titolo distratto nel monologo sul giornalismo in Italia e nel mondo anglofono.

Cambiano scenari e protagonisti, maschere e attori ma non cambiano i problemi. Razzismo, politici incapaci, giornalisti prezzolati e giornali venduti, populismo: c’è uno spaccato di attualità italiana su canale Nove che porta allo spettatore una risata amara. Uno scenario grottesco, perché l’italiano sulla poltrona è parte della grande satira di Crozza, ma lo spettatore non lo sa, e ne ride lo stesso.

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Per gli amici Neve, per gli altri "Maria che?", un nome non comune spia di una personalità altrettanto inusuale, insomma, un destino segnato all'anagrafe. Ha la testa tra le nuvole e vive in un mondo tutto suo, un po’ Emma Bovary un po’ Perelà, ma guai a farglielo notare! Molto bisbetica e poco domata. Famelica di letteratura e di cibo, nella sua borsa non mancano mai un raccolta di poesie e una busta di patatine alla paprika. Se la vedete muoversi trafelata per la sua amata Napoli non c’è da preoccuparsi: corre per non perdere la metro e per domare i sensi di colpa. È una procrastinatrice professionista, perché se la consegna non è sul filo non ha senso scrivere il pezzo.

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