Il vostro coinquilino lascia spazzolino e dentifricio sul bidet ignorandone l’esatto uso? Mentre svuotate la lavastoviglie trovate il suo dildo tra i cucchiai e le tazze per la colazione? Spesso torna ubriaco all’alba portando con sé vari pezzi della segnaletica stradale? Se la risposta è sì, avete ufficialmente un coinquilino di merda.

I giovani che per motivi di studio o di lavoro vanno a vivere da soli, spesso lontani dalla città d’origine, immaginano la propria vita fuori casa come una perenne festa in totale libertà. Si aprono scenari, stile college americano, di autonomia, con possibilità di portare partner a casa senza mai dover rispondere agli interrogatori dei genitori. Sembra impossibile! Infatti lo è. Quello che trovano le ragazze e i ragazzi fuorisede è molto diverso da ciò che si aspettavano. Scoprono innanzitutto che gli mancherà la mamma, come mostrano i ragazzi di Casa Surace in uno dei loro video virali, e quanto può essere difficile la convivenza con estranei dalle precarie abitudini igieniche.

La puzza di fritto è reato ma provocare convivenze di merda ancora no. Quindi il coinquilino non di merda per incanalare la negatività prodotta da innumerevoli docce fredde, scoppi di caffettiere lasciate incustodite sui fornelli, furti di generi alimentari, fa partire la denuncia, non alle autorità, ma sui social. In particolare sulla pagina facebook del Coinquilino di merda che da anni raccoglie le testimonianze più assurde sulle convivenze improbabili, in Italia e anche all’estero.

Tramite questo canale, il popolo italiano è venuto a conoscenza della perplessità con cui gli stranieri entrano in contatto col bidet e con la carbonara, ma anche che c’è una quantità non indifferente di italiani che riscaldano la pasta sul fornello, poggiandoci direttamente il piatto di plastica.

Vi consigliamo di visionare il Coinquilino di merda se desiderate fare esperienze di convivenze extra-familiari, così cambierete idea e risparmierete i soldi del posto letto. Nel caso invece ne foste usciti vivi, senza infestazioni di cimici o altre poco piacevoli esperienze, potreste scoprire che se non avete avuto coinquilini di merda probabilmente è perché lo eravate voi.

Per gli amici Neve, per gli altri "Maria che?", un nome non comune spia di una personalità altrettanto inusuale, insomma, un destino segnato all'anagrafe. Ha la testa tra le nuvole e vive in un mondo tutto suo, un po’ Emma Bovary un po’ Perelà, ma guai a farglielo notare! Molto bisbetica e poco domata. Famelica di letteratura e di cibo, nella sua borsa non mancano mai un raccolta di poesie e una busta di patatine alla paprika. Se la vedete muoversi trafelata per la sua amata Napoli non c’è da preoccuparsi: corre per non perdere la metro e per domare i sensi di colpa. È una procrastinatrice professionista, perché se la consegna non è sul filo non ha senso scrivere il pezzo.

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