Paco De Rosa, per l’America il migliore è lui.

Pioggia di premi per l’attore partenopeo diretto da Claudio Insegno nel film “Ed è subito sera”

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Ho conosciuto Paco De Rosa qualche anno fa, quando all’auditorium della Rai di Napoli si registrava “Fatti Unici”, sit-com live del palinsesto di Rai 2. L’attore napoletano, oggi trentaquattrenne, in quella chiacchierata mi ha raccontato dell’emozione per il suo primo contratto con la Medusa Film. La pellicola in questione era “Caccia al tesoro”, l’ultima firmata dal regista Carlo Vanzina.

Da lì in poi di contratti ne sono seguiti tanti e non solo per il cinema, Paco è costantemente sulle scene teatrali e televisive e anche sul web.
C’è però un ruolo che gli sta dando grandi soddisfazioni, quello del film diretto da Claudio Insegno “Ed è subito sera”, tratto da una storia vera. A seguirlo, sui social, si perde il conto dei riconoscimenti ricevuti e le candidature che ancora lo vedono protagonista.

Su Facebook, tra gli ultimi post, c’è una foto che lo ritrae insieme ai suoi premi. Contenta per lui, perché nonostante la scalata al successo resta un ragazzo semplice e per bene, lo contatto e mi faccio raccontare.

Ciao Paco, da quel contratto con Medusa ne hai firmati tanti altri. A quali lavori hai preso parte negli ultimi anni?
A diversi, tra cui una nuova serie di “Fatti Unici” sit-com andata in onda su Rai 2 prima e Rai Premium poi, i film “Vita, cuore, battito” e “Finalmente sposi”, quest’ultimo con la regia di Lello Arena. Il film “Ed è subito sera” a cui sono seguite tante commedie teatrali con Ciro Ceruti. Una web serie dal titolo “Guai a domicilio” realizzata con un gruppo di giovani attori molto in gamba: “I ciak e medico”. Lavoriamo insieme da qualche anno e la pagina riscuote molto ma molto successo sul web.

Le soddisfazioni più grandi sono arrivate da “Ed è subito sera”, raccontaci del film, del tuo ruolo e quali sono nomi con cui hai condiviso il cast.
“Ed è subito sera” è tratto da una storia vera, un film sulle vittime innocenti di camorra. Racconta la storia di un ragazzo giovanissimo di Casavatore, morto per uno scambio di persona, si chiamava Dario Scherillo. Io sono il “cattivo”, quello che poi era il reale bersaglio della malavita. Non è stato facile interpretarlo.

Il cast è eccezionale. Sono stato veramente fortunato a poter recitare al fianco di attori di fama nazionale e internazionale come lo è Franco Nero ma anche Salvatore Cantalupo, Gianluca Di Gennaro, Ciro Ceruti, Gaetano Amato, e ovviamente a essere diretto da Claudio Insegno.

In America sei molto apprezzato e pluripremiato, facciamo ordine perché ho perso il conto, quali sono i premi vinti per il tuo ruolo in questo film?
I premi che ho vinto sono: Miglior Attore Drammatico al Best Actor Awards di New York ( premio vinto anche dall’attore Kevin Sorbo, attore famoso per la serie tv Hercules); Miglior Attore al Los Angeles Film Awards, uno dei migliori festival di Los Angeles; Miglior Attore Drammatico al Actor Award di Los Angeles ( premio vinto anche da Vincent Pastore attore famoso per la serie tv ” I Soprano”); Miglior Attore al Vegas Movie Awards di Las Vegas ( premio vinto anche dai Premi Oscar Marisa Tomei, Minnie Driver e dall’attore William Baldwin).
Tutti per lo stesso ruolo: il moccuso in “Ed è subito sera”.

Com’è cambiata la tua carriera e, quindi, la tua vita in questi ultimi anni?
Beh, sì, la carriera è cambiata, non tanto dal punto di vista pratico perché per fortuna ho continuato a fare tante esperienze come facevo prima ma dal punto di vista personale. E’ stato bello ricevere i complimenti da persone che stimo veramente tanto, mi ha reso orgoglioso.

Sei un pupillo di Claudio Insegno, com’è nata la vostra collaborazione, che immagino proseguirà ancora?
Più che pupillo direi che siamo ottimi amici. È una persona con cui c’è sintonia lavorativa, il set è un luogo sereno quando si lavora con persone amiche. La nostra collaborazione è iniziata ben sei anni fa sul set di un una commedia dal titolo “Effetti indesiderati”. Anche questa pellicola ha un cast eccellente, questa volta prettamente comico: Biagio Izzo, Massimiliano Gallo, Uccio De Santis, Gino Cogliandro (I Trettrè) tra gli altri.

Sono sicuro che la nostra collaborazione continuerà a lungo perché ci lega una forte amicizia e stima reciproca.

Anni fa, sognavi il David, pensi che l’Italia non ti apprezzi come meriteresti?
Sinceramente non so cosa meriti esattamente. Non so se sia l’Italia a non apprezzarmi abbastanza oppure se sia l’America ad apprezzarmi troppo ah ah ah. A parte gli scherzi sono contento dei riconoscimenti ricevuti e non penso tanto a quelli non ricevuti. Magari arriveranno anche quelli, speriamo.

Ma visto che l’America ti ama non senti di poter alzare l’asticella dei sogni?
No, credimi, l’asticella dei sogni è già molto alta perché questo lavoro è difficile. Ci sono tanti bravi attori che purtroppo non vengono ripagati come dovrebbero. Questi premi sono un grande traguardo, una grande gioia ma i piedi rimangono sempre ben piantati a terra. Mai montarsi la testa.

Ti abbiamo conosciuto come comico e poi è arrivato il successo internazionale per ruoli drammatici e impegnati. Questo segna una svolta artistica o semplicemente un arricchimento?
Mah, è vero che il grande pubblico mi ha conosciuto come attore comico però è anche vero che io sono nato come attore drammatico, quindi credo che questo non sia un cambiamento vero e proprio ma una specie di ritorno alle origini.

Ora ti senti più attore comico o drammatico?
Devo ammettere che fare comicità mi diverte tantissimo ed è bello poterlo fare tutti i giorni ma le più grandi emozioni me le regala il drammatico.

Quali sono i tuoi prossimi progetti lavorativi? Covid permettendo.
Come sai difficilmente si può parlare di progetti quando sono ancora in lavorazione anche perché sono molto scaramantico. Quindi ti dico solo che in cantiere ci sono fiction, sit-web e un film… incrociamo le dita.

Ed è inevitabile parlare di covid. Ha condizionato le nostre vite, come ha condizionato la tua?
Il Covid ha condizionato la vita di tutti noi, di qualcuno più degli altri purtroppo. Il mondo dello spettacolo ha subito davvero un brutto colpo ma credo che la componente più dolorosa di questa situazione sia la mancanza di libertà nei rapporti sociali. Il contatto fisico è insito in noi napoletani e dover stare a un metro di distanza è davvero frustrante. Per non parlare delle persone più deboli che spesso devono rimanere isolate… è dura soprattutto per loro credo.

Ribattezzata da un vecchio amico Vanna Mò si definisce un'adorabile rompicoglioni anche se crede di essere più adorabile che rompicoglioni. Amante del calcio e laziale patologica, il suo grande amore è stato il pappagallino Olimpia, bianco celeste che ripeteva tutto tranne "forza Lazio". Chiacchierona e lunatica, ha le pubbliche relazioni nel dna. Socievole e social, è un segugio del web. Nonostante il curriculum sentimentale horror sogna il grande amore delle commedie rosa che colleziona e attende l’arrivo del suo Mr. Big come in “Sex and the City”. Convinta di essere una ragazzina (guai a chiamarla “signora”!), “frettella” per non dire ansiosa, maniaca della puntualità e della programmazione, il suo motto è “nella vita ho scelto il buon umore!”.

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